Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera allo schema di decreto legislativo per la riforma del Codice della Strada, al termine di due mesi di consultazione con oltre cento tra associazioni ed enti di settore. Il testo inizia ora formalmente il suo iter legislativo e dovrà ricevere i pareri, non vincolanti, di Consiglio di Stato, Conferenza Unificata e commissioni parlamentari.

Non è ancora legge: è un passaggio importante, ma il testo può ancora cambiare prima dell’approvazione definitiva. Ecco elencate le novità che riguardano la BICICLETTA.

Questo il primo commento della Rete RIME, Rete Italiana Mobilità Equa, che unisce oltre 40 organizzazioni che si occupano di mobilità sostenibile, sicurezza stradale, vittime sulla strada, trasporto e spazio pubblico in Italia, e ha partecipato alla consultazione:

«Dopo trent’anni, il Governo ha l’occasione di cambiare e rendere più sicura ed efficiente la mobilità degli italiani, come nel resto d’Europa. La proposta attuale sembra mettere la circolazione e la velocità dei veicoli davanti alla sicurezza, alla salute e alla mobilità delle persone, penalizzare gli utenti più vulnerabili, ridurre controlli e multe, limitare l’azione dei Comuni. Un codice che, se non cambia nell’iter dei prossimi mesi, rischia di portarci fuori strada e di produrre più insicurezza, inquinamento e traffico a danno anche di chi guida».

Aspettiamo di leggere il testo definitivo e nel frattempo chiediamo al MIT di chiarire quali proposte della società civile nella consultazione pubblica siano state accolte e le motivazioni di quelle rigettate.

Le associazioni non hanno mai smesso di scendere in piazza nelle città, da ultimo dopo la morte di Nicolò, ucciso a sette anni a Torino mentre pedalava per andare a scuola, e ora chiedono a Governo, Parlamento, Regioni e ANCI di lavorare a modifiche profonde, per una riforma che protegga le vite delle persone e per strade più sicure e giuste.

Rete Italiana Mobilità Equa (RIME)

RIME unisce più di 40 associazioni e organizzazioni che promuovono la sicurezza stradale, la mobilità attiva, il trasporto pubblico e la qualità dello spazio pubblico in Italia.